Oggi dove siamo

GIANNI MARTINO: IL FUTURO DEL CARSHARING È ELETTRICO E AUTONOMO

 

Non è semplice analizzare lo sviluppo del carsharing, perché è arrivato insieme a Uber, al bike sharing, alla voglia di sostenibilità ambientale e quindi alla lotta all’inquinamento.

Ci siamo fatti aiutare da Gianni Martino, Country Manager di car2go di Daimler, servizio di carsharing che serve oltre 3 milioni di utenti nel mondo, e ne è uscita una storia lunga, che comincia dal 1948 in Svizzera, e porta a un futuro elettrico, connesso e autonomo.

Ci sono poi due numeri di car2go che spiegano lo sviluppo inarrestabile dell’intero settore e della sua influenza sui consumi: in pochi anni, dal 2013 a oggi, passa da 0 a 470mila utenti in Italia, e ogni suo veicolo toglie dalla strada 11 veicoli privati.

Intervista estratta dal business report privato 11 note di Intelligence Economica di Company | Note.  

Per riceverlo scrivere a info@companynote.it

Settore – Da quando esiste il car sharing? Dove è nato e con che logiche di espansione geografica si sta diffondendo?

Il carsharing nasce molto tempo fa: la prima applicazione segnalata risale al 1948 in Svizzera, mentre altri progetti pilota hanno avuto breve vita a Montpellier (Francia, 1971) e Amsterdam (Olanda, 1973). Le prime vere imprese di carsharing risalgono agli anni Ottanta e un decennio dopo si costituisce l’ECS – European Car Sharing Association. Alla fine degli anni Novanta in Europa si contavano già 40 operatori, 40.000 clienti e una flotta di 2.500 veicoli, concentrati prevalentemente in Germania, Svizzera, Austria e Olanda.

Lo sviluppo di questi ultimi 10 anni ha consolidato il carsharing come business imprenditoriale con casi di grande successo che hanno delineato le preferenze dei consumatori. Sicuramente nel campo del carsharing a flusso libero, car2go è pioniere e leader di mercato a livello globale. L’idea iniziale è stata sviluppata nel 2007 dalla Business Innovation Division di Daimler. Questa divisione identifica le aree strategiche del futuro che possono integrare il core business della produzione automobilistica, e ne sviluppa adeguati modelli di gestione. La prima fase del progetto iniziò nell’ottobre del 2008 a Ulma, la città tedesca della ricerca e della scienza, dove nel marzo del 2009 venne realizzato il test pilota pubblico. Nel 2010, seguì l’entrata ufficiale nel mercato. Da allora, car2go ha ottenuto una storia di successo: oggi è disponibile in Europa, Nord America e Cina e la sua leadership nel settore del carsharing free-floating è in continua crescita.

Mercato – Cosa rende un paese “fertile” per lo sviluppo del car sharing?

Le città in tutto il mondo stanno affrontando alcuni tra i più importanti cambiamenti evolutivi della loro storia. In America, Europa e Asia assistiamo a fenomeni simili che, pur con impatti diversi, hanno modificato radicalmente la vita e il modo di usufruire degli spazi pubblici. In particolare, aumentano le persone che abbandonano le aree rurali per trasferirsi nelle città. Basta pensare che secondo la World Bank, entro il 2045, le persone che, a livello globale, vivranno in città aumenteranno di circa 1,5 volte rispetto ad ora, arrivando ad essere sei miliardi.

In questo contesto, sono diversi i megatrend socio-economici che, combinandosi, innescano una rapida crescita del carsharing: l’urbanizzazione crescente, lo sviluppo delle tecnologie, la progressiva digitalizzazione, le politiche di mobilità, gli incentivi e il desiderio delle nuove generazioni di accedere ad un servizio anziché possedere il bene in sé. Non c’è da meravigliarsi, quindi, che il settore sia in piena espansione e che riesca a trovare terreno fertile in città di medio-grandi dimensioni, con un tasso di densità alto e dove è presente una forte co-esistenza di aziende e attività commerciali e attività per il tempo libero. Inoltre, è anche provato che il carsharing a flusso libero trova maggior espansione in quelle città in cui i servizi di mobilità urbana, come il trasporto pubblico o il bikesharing, sono ben sviluppati. In questo modo infatti, riesce ad inserirsi perfettamente come soluzione complementare e integrata nel mix di mobilità urbana.

Italia – Cosa indicano i numeri del mercato italiano, insieme al vostro sviluppo in Italia (trend, previsioni)?

Siamo orgogliosi dei risultati raggiunti da car2go in Italia dove abbiamo raggiunto circa 470.000 utenti. A livello globale, Milano e Roma si posizionano tra le sei location car2go con più alto numero di clienti avendo rispettivamente 184.000 e 180.000 iscritti. Milano è inoltre la città car2go che nel 2017 ha registrato la crescita più alta di noleggi effettuati. I risultati sono davvero ottimi, considerando che fino a pochi anni fa, prima dell’ingresso di car2go nel 2013 nel mercato italiano, erano in pochi coloro che, nel nostro Paese, conoscevano e sostenevano il fenomeno del carsharing. Oggi possiamo dire che il mercato del carsharing in Italia sia in una fase di continuo sviluppo e crescita e che la mobilità condivisa si sta diffondendo con sempre più velocità e successo nelle principali città italiane.

Consumatori – Da quando si è diffuso il carsharing, quali sono le principali modifiche/innovazioni nello stile di consumo del “prodotto” auto?

Oggi è più che mai necessario soddisfare i bisogni delle persone, creando, innovando e progettando servizi nuovi e strutturati. Inoltre, sempre più individui preferiscono guidare un’auto senza necessariamente possederla. La tecnologia attuale ci permette di andare incontro a questi bisogni e Daimler è stata la prima casa automobilistica a rendersi conto della necessità di diversificare l’offerta e soddisfare le esigenze dei cittadini. Ovviamente, le auto non scompariranno, ma ci sarà un cambiamento nel modo in cui le utilizzeremo. I servizi di carsharing come car2go esistono proprio perché ci sono persone nelle grandi città che ancora possiedono un’auto privata, ma non vogliono utilizzarla per la difficoltà nel trovare parcheggio o per gli alti costi di gestione e della benzina. Per questi motivi, i produttori come Daimler stanno espandendo la propria linea di prodotto diventando fornitori di servizi legati alla mobilità e non più solo costruttori di automobili.

Ostacoli – Quali sono le difficoltà oggettive, comuni a tutti gli operatori come voi, che il carsharing può trovare in un dato mercato?

In generale, sia le Amministrazioni comunali che i clienti finali (privati e aziende) accolgono con grande entusiasmo i servizi di carsharing in quanto soluzioni di mobilità urbana innovativa e flessibile. Nonostante ciò, perché il servizio possa svilupparsi, serve senza dubbio una forte volontà politica. Per poter portare il carsharing a flusso libero in una nuova città, infatti, l’Amministrazione comunale deve realizzare un avviso pubblico specifico che regoli il funzionamento del sistema di carsharing a cui i vari operatori devono rispondere.

Invece, dal punto di vista dell’utilizzatore, sarebbe importante armonizzare e rendere uniforme in tutte le città italiane la cornice regolatoria di riferimento per gli operatori pubblici e privati, rendendoli in grado di pianificare un’offerta integrata. Una difficoltà oggettiva è infatti quella di saper comunicare ai nostri utenti tutte le regole che si differenziano da città a città: libero accesso alle zone a traffico limitato, parcheggio consentito sulle strisce di un dato colore, accesso alle corsie preferenziali etc. È necessario, dunque, creare un bando per la regolamentazione dei servizi di carsharing che abbia una unica struttura a livello nazionale e che sia identico da città a città nelle sue parti generali e nella modalità di erogazione del servizio, facendo salve le peculiarità locali.

Sono, infine, diversi i fattori per noi decisivi nell’aprire una nuova città car2go di successo. Per esempio la dimensione della città, il numero degli abitanti, la densità della popolazione e la giusta combinazione di attività lavorative, attività di svago e zone residenziali. car2go è principalmente un servizio di mobilità nato per le grandi città, per cui qualsiasi città di larghe dimensioni è per noi una potenziale location. Per questo siamo in continuo contatto con tante amministrazioni locali.

Utilizzo – Ogni volta che un utente sale su una vostra macchina, a quanto corrisponde il tempo di utilizzo medio? 

Generalmente ogni nostra auto è usata tra le 6 e le 8 volte al giorno. Addirittura, in tutto il mondo, ogni secondo ha inizio un noleggio a bordo di car2go. Se pensiamo che di media un’auto privata viaggia solo un’ora al giorno, con a bordo solo una persona, gli impatti derivanti dall’uso del carsharing risultano immediatamente evidenti.

Gli utilizzi del servizio sono, ovviamente, molto diversificati: da un appuntamento di lavoro ad una gita fuori porta con la famiglia, dallo shopping della domenica all’uscita serale con gli amici. Da settembre 2017, abbiamo aggiunto all’offerta standard anche la possibilità di acquistare dei pacchetti orari nati proprio per diversificare ulteriormente gli utilizzi del servizio, allargare la platea dei nostri utenti e dimostrare che il carsharing a flusso libero sia adatto anche per viaggi “a lungo termine”. Questa nuova offerta è pensata ovviamente sia per l’utente aziendale che per quello privato: per chiunque abbia bisogno per un tempo più lungo di un servizio affidabile, trasparente e di cui sia già pratico, senza però avere una elevata ricaduta a livello economico.

Integrazione – Il carsharing non è arrivato da solo. Ma insieme a Uber, al bike sharing, alla crescita della sensibilità ambientale. Cosa ha spinto tutto questo a muoversi insieme?

L’arrivo diciamo quasi simultaneo di questi servizi deriva sicuramente da un fabbisogno di mobilità flessibile che il cittadino di oggi, il cosiddetto smart citizen, ha sviluppato. Una mobilità che in larga parte deve essere anche sostenibile, connessa ed integrata. Sicuramente lo stato delle nostre città, sempre più caotiche e trafficate, la mancanza di parcheggio, il problema dell’inquinamento sempre più incombente, hanno permesso lo sviluppo di soluzioni di mobilità innovative e green.

Start up – Sono nate molte start up connesse ai servizi di car sharing (complementari, non concorrenti)? Se si, di che tipo?

Quando c’è una piattaforma tecnologica e molti utenti disponibili ad utilizzarla, le applicazioni e le derivazioni che possono nascere sono molteplici. Un esempio sono i vari aggregatori: app nate per integrare in un unico strumento i diversi servizi di mobilità disponibili in una città, come il trasporto pubblico, il bike/car sharing, i taxi o il carpooling. In questo modo l’utente può scegliere il mezzo di trasporto più vicino o più comodo analizzando l’offerta completa in modo semplice ed intuitivo.

Elettrico – Quanto il car sharing è utile a diffondere l’utilizzo delle auto elettriche?

In car2go siamo convinti che il futuro del carsharing sarà elettrico ed è per questo che stiamo guadagnando sempre più esperienza in questo settore. Attualmente, infatti, siamo il più grade fornitore di carsharing elettrico free-floating al mondo: gestiamo una flotta di oltre 1.400 veicoli elettrici in 3 città europee, ovvero Amsterdam, Madrid e Stoccarda. car2go offre, dunque, a milioni di abitanti la possibilità di utilizzare dei veicoli elettrici, aiutando, quindi, la diffusione della e-mobility. In questo modo, persone che non avrebbero la possibilità di guidare delle auto elettriche, possono sperimentarne la guida a bordo dei veicoli elettrici di car2go.

Città – Come il car sharing ha invece cambiato le città in cui è arrivato? Voi in quante città siete e con quante auto?

Il carsharing a flusso libero di car2go, che in futuro sarà completamente elettrico, autonomo e connesso, rappresenta una delle soluzioni di mobilità più concrete, utili ed innovative a disposizione dei cittadini per affrontare le problematiche di oggi e ridurne l’impatto. Come ha, infatti, dimostrato il recente studio realizzato negli Stati Uniti dall’Università di Berkeley, ogni veicolo car2go toglie dalla strada ben 11 veicoli privati. Meno congestione, meno inquinamento e meno auto parcheggiate nelle nostre strade: ecco, dunque, come car2go ha modificato le 26 città in Europa, Nord America e Cina in cui offre, in totale, una flotta di 14.000 veicoli smart e Mercedes-Benz.

Parlando nello specifico dell’Italia, mi fa sempre piacere raccontare come l’arrivo di car2go, e quindi del carsharing a flusso libero, nel nostro Paese abbia rappresentato il primo reale slancio verso una rivoluzione culturale da molti descritta come vera e propria evoluzione antropologica. Si è trattato, infatti, di una grande innovazione tecnologica che ha avuto un grosso impatto nel nostro modo di vivere le città moderne anche da un punto di vista sociale.